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3/06/2010

11 – 12 settembre – 2010 - Processo alla Masca Fiorina del 1628 - Montà d’Alba (CN)

Montà 1628: Il registro parrocchiale scrive “ il 25 ottobre: “Fiorina moglie del fu Pietro Callorio morì sin li 20 del presente nelle carceri del castello (il giorno 20 del mese di ottobre) per esser stata accusata per Masca (Strega in gergo piemontese), e non essendo stata convinta (non avendo confessato), d’ordine del molto Illustre et molto Rev. Signor Francesco Giorgio Vicario generale, come per sua sotto li 23 ottobre 1628, si è sepolta nel cimitero della parrochiale di San Michele, sendosi confessata e comunicata questa ultima passata Pasca, e mentre era in carcere anche confessata, come anche sepolta da me Gio”.
Gullielmo Almondo curato.

Questo è lo spunto da cui si è partiti nel 2005 per riproporre la rievocazione storica del processo alla Masca Fiorina a Montà.
Sarà un week end in cui ci si immergerà nel lontano 1628 tra magia, misteriosi accadimenti, spari di cannone, scaramucce tra briganti e tante sorprese.
L’edizioni 2007 e 2008, 2009, grazie alla partecipazione del gruppo storico La Cerchia,  hanno visto una grandissima affluenza di pubblico, il centro storico è stato letteralmente preso d’assalto dal pomeriggio del sabato fino alla domenica sera.
Quest’anno il programma sarà ancora più ricco, impreziosito da maggiori dettagli, più cura nell’allestimento delle diverse locande, degli accampamenti dei gendarmi. In particolar modo si segnala

Sabato 11
h. 22,00: Spettacolare PROCESSO ALLA MASCA FIORINA
oltre 100 figuranti interverranno in una piazza S. Michele ricca di fascino. A seguire MUSICA DAL VIVO nell’atmosfera chiassosa e festosa del 1600.
Degustazioni e giochi antichi presso le Locande dei Borghi Montatesi allestite sulla salita al castello

Domenica 12
h. 16,00: Il Borgo si prepara a scacciare il nemico oltre le porte del paese
SFILATA DEI BORGHI con oltre 500 figuranti e l’accompagnamento della banda musicale “La Montatese”. Aumenta la confusione il nemico viene respinto una prima volta dalla popolazione inferocita, si tratta nuovamente, le truppe montatesi resistono ad un nuovo attacco e scacciano il nemico. Si festeggia, il nemico si ritira la battaglia sembra vinta. ma i Francesi torneranno piu’ numerosi ed inferociti… che accadra’ al povero e coraggioso Paese.

19 agosto 2010 – La Bahiò di San Magno a Castelmagno (CN)

La Cerchia ritorna anche quest’anno alle sue origini seicentesche. Il 19 agosto, onoreremo il Santo protettore della Valle Grana, come Associazione di Castelmagno. La manifestazione (anche se assai meno “dinamica” rispetto alle altre rievocazioni alle quali ci hanno abituati i “cerchietti”), assume un suo particolare fascino per il luogo in cui avviene (1200 metri di altitudine in un bellissimo Santuario circondato dalle montagne) e per il significato religioso che la domina.
La messa solenne delle 10.00 è l’apoteosi del ringraziamento popolare al Santo Tebeo Magno, protettore dell’agricoltura e del bestiame di gran parte del territorio cuneese. La Bahiò, capitanata dal suo Abbà, scorterà armata di alabarde ornate dalle antiche levrees, il Santo patrono lungo la sua toccante processione a suon di marce intonate dall’affezionata banda musicale di Castelletto Busca. Ogni anno il Vescovo di Cuneo ci onora della sua presenza gratificando gli sforzi del reggente priore Don Ezio e del Sindaco di Castelmagno per l’impegno a mantenere in buono stato l’antico Santuario

http://www.lavousdechastelmanh.it/

31 luglio 2010 - Rievocazione battaglia storica del 1625 a Lavagna (GE)

La Cerchia insieme al Priore dei Fieschi di Lavagna, Ubaldo Albino, gli amici delle Gratie d’Amore capitanati dal celebre Marco Raffa, i combattenti del Flos Duellatorum al servizio di Valerio Ricci, gli abili arcieri lavagnesi e tutti gli amici della bellissima città ligure, ci attendono per dare vita ad una delle più belle e spettacolari battaglie del XVII secolo.
Gli stretti e tortuosi vicoli, le ampie e caratteristiche piazze, tutto il centro storico della città, sarà invaso dalle ore 21  da milizie di picchieri, fucilieri e spadaccini che daranno vita alla battaglia, a colpi di moschetto e cannoni. Si rievoca un episodio della guerra che si è svolta in Italia tra Francia e Spagna all’inizio del XVII° secolo e che vede impegnati Francia e Savoia da una parte e Spagna e Genova dall’altra. I primi cercano uno “sbocco sul mare” a Lavagna mentre i secondi cercano di difendere la località rivierasca. Una cosa vera è la frase di Battino Maragliano riferita ad un episodio della Guerra di Avignone (1624-1627) episodio all’interno della più famosa Guerra dei Trentanni e cioè quando con la promessa di ingrandimenti territoriali in Liguria, la Francia convince Carlo Emanuele I duca di Savoia ad effettuare un attacco congiunto contro Genova (novembre 1624). Carlo Emanuele ottiene 12.000 francesi, attacca la Repubblica di Genova, sconfigge gli avversari a Voltaggio (9/4/1625) ed investe il porto di Genova (aprile 1625). In Valpolcevera avanzano 7.000 sabaudi che trovano il passo di Petralavezzara fortemente presidiato dai genovesi, quindi deviano per il passo del Pertuso. Don Giovanni Maria Lucchini rettore di Montanesi raduna 80 paesani che resistono, soccorsi da 1.500 uomini con alcuni capitani di ventura, tra i quali Battino Maragliano (10/5/1625). I sabaudi sono costretti a desistere. Presso il passo del Petruso, chiamato anche Passo della Vittoria, è in seguito eretto un santuario dedicato a Santa Maria della Vittoria. Uno spettacolo suggestivo, una battaglia combattuta in notturna a diretto contatto con il pubblico