Eravamo in pochi ma ben affiatati.Tutti abbiamo ballato ed è stato bello vedere il gruppo locale impegnarsi nel provare le danze da noi insegnate, c'erano bambini e adulti che si lanciavano dal più semplice Circasso alla più complicata Chapelloise con il sorriso tra le labbra
senza paura di sbagliare ma con la voglia di divertirsi.
La sfilata del mattino si è svolta tranquillamente…tutti i cerchietti ben inquadrati e al passo comandati da Mauro, in seguito balli in Piazza sorridenti poi via tutti a rifocillarsi.
La battaglia è stata semplicemente stupenda. Briganti, capitanati dal Gira, contro Militari, comandati da Mauro. Da vedere la partenza i Militari tutti al passo e ben inquadrati e noi Briganti tranquilli a
seguire con il nostro passo e il nostro inquadramento.
Appostamenti, fucili, cannoni, spade e lance…finalmente morti e feriti da entrambe le parti. Combattere tra noi è stato bello, non c'erano rivalità ma solo voglia di dare spettacolo e sopratutto di divertirsi.
Morti e feriti e la povera vivandiera che sola correva come una forsennata ad aiutare i suoi soldati. Mentre le lance briganti si sostenevano a vincenda, se una restava ferita l'altra accorreva a
portarla in salvo. Ci sono stati gesti di grande complicità e affiatamento tra tutti.A fine battaglia poco si capiva di chi avesse vinto o perso perchè a terra c'erano Briganti e Militari morti uno sopra
l'altro come in una vera guerra.
E poi tra i pianti dei bambini che hanno confuso la finzione con la realtà nobili e soldati si sono mescolati dando vita a una grande festa con i balli.
Una bella esperienza in cui mi sono particolarmente divertita.
By Dani-Viziosa
Cerchietti, il festival di Cassine è una esperienza che secondo me tutti dovrebbero fare almeno una volta.
Una occasione davvero unica e bellissima per stare insieme a persone che amano la danza, ne apprezzano ogni sfumatura, e desiderano veramente comunicare agli altri la loro passione e il loro interesse per l'affascinante e multiforme mondo della danza storica.
Tanta cultura, tanta competenza, tanta bravura, ma nessuna invidia, nessuna superbia.
Sorrisi, curiosità, umiltà, condivisione, insomma, un insieme di cose positive davvero incredibile.
Il livello di preparazione e cultura dei gruppi presenti era a dire poco superlativo, nessuno, ma proprio nessuno, si poteva dire che fosse meno che bravo. Gli abiti indossati erano davvero accurati e "veri", altro che cerniere, velcro, plastica e modernismi vari. L'attenzione verso i particolari era massima, accessori di ottima fattura, atteggiamenti delle persone assolutamente consoni all'abito che portavano, tanta espressività nelle danze, o anche solo nel modo di muoversi in giro per il chiostro della chiesa di San Francesco dove si svolgeva il festival.
Un mondo di persone che amano ciò che fanno, amano la danza e la storia, e sono felici di condividere con altri la loro passione, senza esserne gelosi.
La giornata inizia con l'accoglienza degli iscritti, con sorrisi, appoggio a chi interviene per la prima volta (come noi ad esempio), cordialità, qualche istruzione per l'uso….
Poi si passa alle lezioni di danza, con tre docenti di chiaro valore come Patrizia La Rocca, Lucio Paolo Testi e Alessandro Pontremoli.
Io e Vale abbiamo optato per la lezione di base con Patrizia La Rocca, io perchè troppo arrugginita e Vale perchè non avendo mai fatto nulla prima di allora…. e poi devo dire che i branle proposti nella lezione scelta mi interessavano davvero (perchè poi possiamo ballarli tutti insieme). Vedrete, uno è davvero carino.
Poi pranzo, a turni per starci tutti quanti, e successive prove a turni sul chiostro dove si svolgeva il concorso
Tanta curiosità dei partecipanti riguardo le nostre danze, del tutto inusuali in un ambiente del genere, dove ci si occupa solo di ricostruzione di danze provenienti dagli antichi codici noti a tutti. Daltronde, la giuria ha voluto ammetterci al festival nonostante la particolarità della nostra proposta proprio per curiosità, per vedere qualcosa di nuovo, per scoprire anche altri mondi, perchè nonostante ciò che potrebbe sembrare da fuori l'ambiente è davvero aperto alla ricerca, alla scoperta, alla diffusione della danza, senza pregiudizi nè superbia.
Tutte le esibizioni in programma nel pomeriggio sono state bellissime, davvero notevole il livello di competenza dei danzatori, tutti espressivi, perfettamente calati nei propri personaggi storici, bravi a danzare, attenti ad ogni particolare e alle ambientazioni, abiti ben realizzati e ben indossati. Insomma, un vero piacere.
Ogni danza è stata bellissima a vedersi, ben eseguita, con precisione, finalmente dei veri danzatori che sanno proporre ciò che davvero è stata la danza medievale e rinascimentale, con i passi giusti, le espressioni giuste, la consapevolezza di ciò che è stato questo genere di balli.
E che dire della semplicità di queste persone, che alla fine delle esibizioni si sono ritrovate tutte quante a ballare circoli, quadriglie, courente e chapelloise con me e Valeria, a ballare e divertirsi tutti insieme in attesa del giudizio finale.
Nessun separatismo, nessun pettegolezzo, nessun gruppuscolo rintanato in un angolo, ma tutti insieme a sorridere e ballare.
Secondo me è stato bellissimo.
Tanta curiosità hanno destato le nostre danze, chi chiedeva informazioni sulle danze spagnole, chi invece sulla Sarthe francese, chi addirittura ha detto che gli abbiamo fatto venire voglia di ballare queste danze tanto le abbiamo fatte apparire belle… insomma, è stato fantastico.
La novità, la diversità, non ha "urtato" nessuno, anzi! Una cosa diversa era considerata semplicemente da conoscere, non certo da bocciare.
Tra una conversazione e l'altra si avvicina il momento della premiazione.
Alessandro Pontremoli esordisce dicendo che è la prima volta che a Cassine c'è un tale livello dei gruppi presenti, effettivamente era davvero notevole, trovarsi in mezzo ad un livello di danzatori così elevato faceva proprio piacere!
Altra affermazione giustissima era che scegliere quale fosse il gruppo più meritevole era stata impresa dura. Concordo pienamente, erano tutti troppo bravi…
complimenti generali per tutti, e poi chiamano il vincitore…
Un gruppo di Ferrara composto da ragazze giovani, che hanno proposto danze difficili, impegnative, e che sono state meravigliose. Un meritatissimo meritatissimo primo premio!
Che bello vedere queste ragazze così felici, ma anche vedere quanto gli altri gruppi fossero davvero felici per loro!
Dopo la proclamazione del gruppo migliore, arriva un secondo comunicato…
Pontremoli inizia a dire che a volte nelle sessioni di laurea (essendo lui docente universitario…) ci sono le tesi che meritano 110 e lode con diritto di pubblicazione, e infatti hanno premiato questo gruppo di ragazze….
ma ci sono a volte anche le tesi che meritano una menzione d'onore…
e quindi per il livello tecnico della proposta presentata e per la capacità espressiva la menzione d'onore in questa sessione di laurea spetta alla Cerchia!
Insomma, chiamano anche noi accanto alle vincitrici!
allora, vi rendete conto? Siamo in mezzo a gruppi che hanno ballato benissimo, mica bruscolini, tutti bravissimi, e chiamano noi tra tutti per così dire "in aggiunta" al primo premio, perchè al festival è previsto un unico premio per un unico gruppo considerato "vincitore", ma decidono per la prima volta di dare una menzione d'onore per il nostro lavoro.
Vi dirò che non mi aspettavo tanto!
Dopo la premiazione ci si va a cambiare in palestra tutti quanti, e tutti ci si saluta cordialmente, con entusiasmo, tutti se ne vanno con il sorriso, tutti ci salutano e si complimentano con noi, c'è davvero tanta cordialità ed entusiasmo in tutti quanti.
Il Sindaco di cassine ci tiene ancora a parlare per quasi un'ora di danza, di ricerche, di progetti. Il giudice che valutava i costumi storici ci trattiene un'altra mezz'ora, ha apprezzato molto le divise del Saluzzo.
E lui che ci dice che la nostra Sarthe era "fuori epoca" per il periodo storico considerato dal festival, che si limita ai primi anni del 1700, ma che comunque hanno voluto farci partecipare proprio per la novità, per la possibilità di vedere una proposta di una ricerca storica al difuori dai loro canoni, e che hanno apprezzato moltissimo il nostro studio.
Insomma, una giornata molto positiva, dove c'era tanto da imparare.
Prima di tutto da imparare che è questo l'atteggiamento vincente e utile ai fini dello sviluppo della filologicità e della ricerca storica, è questa apertura mentale, questa disponibilità allo scambio che porta tutti insieme a crescere e a migliorare.
Rinchiudersi in un piccolo mondo e custodire gelosamente i propri segreti non è utile a nessuno.
Condividere le proprie conoscenze senza sentirsi superiori e senza giudicare nessuno, avere una mente aperta e curiosa, voglia di conoscere, di scoprire, di migliorare….
Questo è vincente, questo è positivo.
Avvicinarsi agli altri senza pregiudizi ne gelosie, perchè chi ama le tue stesse cose può essere fonte di nuove conoscenze, se non altro può essere un bel confronto e un bel dialogo ad unire le persone con la stessa passione.
Insomma: Cassine è da vedere, da provare!