Le socie dell’associazione La Cerchia, le nostre “ragazze” aventi età dagli otto agli … anta anni, costituiscono il vero “perno” dell’associazione. Gli ideali occitani e celtici, formanti lo spirito della Cerchia stessa, considerano la donna al “pari” degli uomini (se non di più). La poesia dei trovadori che nasce nel cuore della società occitana medioevale ed interagisce con le sue caratteristiche, ponendosi addirittura come ideologia “rivoluzionaria” esalta anzitutto il privilegio della jovènt, della gioventù, contro la tradizione che attribuiva ai vecchi ogni saggezza, e della jòi, la gioia, contro la contrizione ed il dolore dei cristiani. Poi compie la riabilitazione morale della donna, contro la sua reputazione di essere peccaminoso. Infine riscatta l’adulterio, peccato allora fra i più deprecati, regolandolo e sublimandolo attraverso la fin’amour. Diremo qui, tra parentesi, che la lingua d’oc ha dato al francese, con i trovatori, proprio la parola amour. Nelle terre occitane, i trovatori, erano assai più famosi dei tanti condottieri e sovrani che hanno dominato sulle nostre valli. I montanari occitani preferivano imparare canzoni, balli e musiche, per conquistare le belle donne piuttosto che imparare l’uso della spada per combattere per questo o l’altro re.
All’interno della nostra associazione, pari opportunità sono date alle nostre rievocatrici, permettendo loro di sviluppare al massimo le naturali attitudini e predisposizioni.
Ecco nascere le indispensabili vivandiere che permettono la regolare vita di un campo storico e di recuperare i tanti feriti lasciati su campi di battaglia. Le prostitute, figura sempre presente a seguito dei reggimenti militari e che sapeva ben difendersi dai rudi maschi guerrieri. Le combattenti, abili e veloci lanciere o spadaccine che proteggono abilmente i deboli fianchi dei molti picchieri, i quali costituiscono il Reggimento centrale del fronte di ogni battaglia del 1600.
La passione e la precisione con cui le nostre combattenti hanno affrontato e superato l’addestramento militare del 1600, ha fatto si che fossero anche arruolate nel Reggimento Saluzzo del 1750, quindi a fianco dei nostri combattenti si vedono anche fucilieri donne. Vere furie quando, innestata la baionetta, si lanciano contro i poveri nemici.
Quando cala la sera, terminata la battaglia, si vedono sbocciare le belle danzatrici. Un semplice cambio d’abito, trasforma le nostre paladine in dolci dame che attendono solo dei cavalieri per poter terminare la serata con balli e sorrisi.
La nostra donna occitana è una vera compagna in ogni occasione di vita rievocativa. Fedeli al motto di "paratge" (partità) ad essa viene data la pari dignità dell’uomo. Non potremmo più scendere in battaglia senza tali vivandiere o guerriere.